SEO e noprofit: targeting, influencer e link building

SEO e noprofit: targeting, influencer e link building

Per decine, centinaia di anni, le associazioni di volontariato e gli enti no-profit si sono rivolti al loro pubblico di riferimento. Un target economicamente ricco o comunque benestante, da intercettare all’interno delle sue organizzazioni di riferimento, attraverso apposite campagne di raccolta fondi. Un modello semplice che ha funzionato bene per molti anni, “dai e dai chi ha soldi qualcosa scuce”, specie se tartassato a dovere o toccato nei suoi punti sensibili.

Oggi però le cose sono cambiate, la concorrenza è cresciuta anche nel mondo del noprofit e il vecchio modello comincia a fare acqua. Internet mette a disposizione nuovi strumenti per intercettare il proprio pubblico, a cui si accompagnano nuove competenze da acquisire.
Come abbiamo visto, la capacità di promuoversi raccontando storie coinvolgenti, storie che ispirano, è strategica. Se la gente diffonde la vostra storia avete fatto centro, ma il bersaglio che vale di più è rappresentato dai nuovi influencer, coloro che diffondono il vostro messaggio nelle loro reti e nelle loro nicchie.

Coloro che hanno maggiori probabilità di diffondere la vostra storia sono persone che si trovano ai margini e nelle intersezioni fra le reti sociali online, non il popolo dei conservatori che risiede al centro. Persone capaci di sfruttare i cambiamenti tecnologici in corso, persone che si muovono velocemente e influenzano gli altri. Persone e progetti con cui potete collaborare, conferendo loro tutti gli strumenti necessari per poter parlare di voi e per voi, e magari anche la giusta dose di leadership, un elemento sempre importante per responsabilizzare.

Un interessante case study in questo senso è rappresentato da Kiva, una piattaforma di microcredito
che combatte la povertà nel mondo concedendo piccoli prestiti. Impegnando almeno 25 dollari – che potranno essere recuperati ad obbiettivo raggiunto, possiamo aiutare un contadino in Kenya nella raccolta del grano o una mamma in Bolivia che non ha soldi per mandare i propri figli a scuola. Kiva si basa su una piattaforma sociale, attraverso cui le squadre possono impostare e condividere obiettivi di gruppo.

A metà del 2010 i responsabili marketing di Kiva hanno messo a segno un bel colpo. Sono infatti entrati in contatto con un webmaster di nome Shak, che ha sposato il loro progetto con un’idea originale per ottenere visibilità reciproca. I tipi hanno creato una campagna che utilizza strumenti gratuiti sul loro sito web. Grazie ai loro contatti diretti e alla forza di proliferazione della nuova campagna, hanno finito per raccogliere 200mila dollari.

Infine, un consiglio relativo alla vostra web reputation. Parliamo ancora di link building e della possibilità per la vostra organizzazione no-profit di acquisire backink di alto profilo, provenienti da siti istituzionali o comunque non commerciali. Domini come il .org e il .edu godono di alta credibilità nel ranking di Google e possono portare il vostro sito a scalare posizioni. Pochi collegamenti di alta qualità contano di più di migliaia di link di scarso valore, e non solo per Google. I vostri potenziali influencer si sentiranno infatti rassicurati dall’endorsement che qualche importante istituzione ha in serbo per voi o per la vostra campagna (un link non costa niente, specie se è per una nobile causa), e collaboreranno meglio. Provare per credere.

Luca Business Seo

Amante della musica e della tecnologia a 360°. Ho iniziato circa 20 anni fa con l'informatica, (passione che oggi ancora coltivo) fino ad avvicinarmi al mondo del web design e del marketing creando la prima agenzia digitale senza alcuna sede fissa "Primi Posti Google".

Passione e dedizione mi hanno portato nel corso degli anni a fare il lavoro che ho sempre desiderato "guadagnare online senza muoversi da casa", passione poi trasformata in lavoro vero è proprio con tantissimi clienti soddisfatti dei servizi che offro loro quotidianamente.

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